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cipa
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essuno dei nostri progetti nasce da soli. CIP cresce grazie all’energia di soci, volontari, famiglie e realtà locali che scelgono di mettersi in gioco insieme a noi, spesso in prima persona: chi organizza, chi viaggia, chi accoglie, chi semplicemente crede in un’idea e la sostiene.

Partecipare, per noi, significa anche superare i propri limiti fisici e mentali insieme agli altri: viaggi, escursioni e cicloviaggi diventano occasioni concrete di incontro tra persone e culture diverse, dalle valli alpine alle comunità del Marocco, unendo energie diverse per trasformare le idee in azioni condivise.

Qui sotto trovi le iniziative che abbiamo realizzato grazie alla partecipazione di tante persone: ognuna racconta un modo diverso di essere comunità.

I nostri Progetti

IL PROGETTO RESTO

L’8 settembre 2023 un terribile terremoto ha colpito una zona di montagna nel sud del Marocco (provincia di El Haouz, tra Marrakech e i monti dell’Atlante); l’associazione CIP aveva già in programma di partecipare, a inizio dicembre, al festival Handifilm a Rabat con il cortometraggio “Spaghetti al cocco” e così è stato avviato un progetto, finalizzato a raccogliere risorse a sostegno di un rifugio distrutto dal terremoto, per portare un primo aiuto in occasione del festival. La raccolta fondi è iniziata pochi giorni dopo il terremoto, al rifugio Barbara a Bobbio Pellice, con una cena intitolata “La montagna solidale: dalle Alpi all’Atlante”; è proseguita con attività in collaborazione con la Cooperativa La Carabattola – Casa Gina, la pizzeria Ca’ Piana, la Fera d’la Calà, svariate proiezioni dei cortometraggi di CIP, un crowdfunding sul sito Buona Causa e ancora un pranzo di chiusura al rifugio Barbara.
E’ così nato, in partenariato con l’associazione Handifilm di Rabat, il progetto TRIP (Toubkal Resiliente Inclusivo Partecipativo) a sostegno dell’escursionismo in montagna come strumento di inclusione sociale di persone con fragilità. In questo ambito si colloca il progetto R.E.S.T.O. (Résilient Ecocamp Solidaire Toubkal Ouirgane) per l’aiuto alla ripartenza dell’ospitalità di un rifugio sui monti dell’Atlante a circa 60 km da Marrakech (nel villaggio di Tassa Ouirgane), distrutto dal terremoto.

Con i fondi raccolti, circa 7.000 euro, ad Aprile e a Maggio 2024 abbiamo organizzato due campi di lavoro con la consegna e il montaggio di 10 tende dotate di materassi, cuscini e coperte, per un totale di 26 posti letto e l’acquisto dei materiali per realizzare i due bagni (struttura in legno, porte, sanitari, docce, scaldabagno, condutture di carico e scarico, vasche di smaltimento …), con un servizio accessibile per disabili e la cucina; infine abbiamo allargato il sentiero che conduce al camping, con la costruzione di un muretto a secco di contenimento, e ora l’accesso è praticabile anche in carrozzina. Il 19 maggio scorso RESTO è stato inaugurato.

Successivamente abbiamo organizzato un viaggio solidale in Marocco per il mese di ottobre ‘24 (inizialmente un viaggio, poi, vista la grande richiesta, sono diventati tre gruppi di 26 partecipanti, in successione, dal 15 al 31 ottobre), con soggiorno presso il “nostro” Eco-camp e una notte al rifugio Toubkal; si è trattato di un trekking di 4 giorni sui monti dell’Atlante con la possibilità di salire in vetta al Toubkal (m 4.167): è stata un’esperienza aperta a tutti, anche a persone con disabilità, per le quali CIP ha garantito, nei casi di non autosufficienza, il servizio di accompagnamento, prendendosi carico dei relativi costi. Siamo quindi alla fine del primo anno di progetto: in realtà si tratta di un anno, un mese, una settimana e un giorno, dopo il terremoto dall’8 settembre 2023: il 16 ottobre 2024 siamo saliti in vetta al monte Toubkal, poi ripetuto altre due volte nelle settimane successive, che è diventato per noi un simbolo di resilienza e di inclusione.

Questa storia è diventata un film: “RESTO” (di Marco Ramotti, 18’, prod. CIP 2024), presentato al festival Handifilm di Rabat il 7 dicembre 2024. Finisce il primo anno di progetto: raccogliere i fondi, ricostruire il rifugio distrutto nella modalità di camping, avviare la ripresa dell’attività escursionistica inclusiva e raccontarne con un cortometraggio la storia. 
Nel 2025 il progetto di ricostruzione del rifugio riprende: ancora un viaggio, di solidarietà e di inclusione, ancora dalle Alpi all’Atlante, ma questa volta in bicicletta. è il cicloviaggio “Marrakech Express”: un’allegra carovana di solidarietà, che coinvolge, oltre a tanti soci e amici di CIP, a staffetta per 2800 km, altre associazioni in Francia, Spagna e Marocco, lungo tutto il percorso.
Con i fondi raccolti nel 2026 sono avviati i lavori di riedificazione del rifugio in muratura (in corso, fine lavori prevista per settembre 2026)

Marrakech Express

CICLOVIAGGIO INCLUSIVO E SOLIDALE DALLE ALPI ALL’ ATLANTE

A fine marzo 2025 una piccola carovana è partita in bicicletta da Pinerolo, destinazione il villaggio di Tassa Ouirgane, sui monti dell’Atlante, nella regione di Marrakech, Marocco. Lo scopo del viaggio è raccogliere fondi per promuovere l’ecoturismo solidale e inclusivo come leva di ripresa economica e sociale per una famiglia che ha perso la casa e il rifugio di montagna in una valle del monte Toubkal (a causa del terremoto del settembre 2023) e per l’intera comunità locale (valle di Tassa Ouirgane). Durante il viaggio la carovana ha incontrato associazioni ed enti pubblici con lo scopo di promuovere il progetto e diffondere il più possibile il crowdfunding. Tutto il ricavato del crowdfunding è stato utilizzato per il Progetto R.E.S.T.O. Per affrontare le spese vive del viaggio è stato chiesto il sostegno di aziende e organizzazioni sensibili che credono nel progetto. In cambio è stata offerta la gratitudine delle persone aiutate (e che abbiamo già aiutato con la ripresa dell’ospitalità turistica – progetto RESTO 2024 – ricostruendo il rifugio nella modalità di Eco-camping) e la visibilità di cui godremo durante il viaggio.

Luogo di partenza: Torre Pellice – Pinerolo
Quando: da fine marzo 2025
Distanza: 2.800 km
Durata: 45 giorni
Luogo di arrivo: Tassa Ouirgane

Percorso: Torre Pellice, Pinerolo, Saluzzo, Fossano, Col di Nava, Ventimiglia, Nizza, Cannes, Arles, Perpignan, Girona, Barcelona, Tarragona, Valencia, Alicante, Murcia, Granada, Malaga, Algeciras, (Stretto di Gibilterra), Tangeri, Kenitra, Rabat, Casablanca, Ben Guerir, Marrakech, Tassa Ouirgane.
La carovana è partita con uno scopo preciso: promuovere l’ecoturismo di montagna, solidale e inclusivo, come motore di sviluppo e raccogliere fondi da destinare alla ricostruzione del rifugio di Tassa Ouirgane. Lungo il percorso la carovana ha incontrato associazioni, scuole, università e amministrazioni locali per raccontare loro l’iniziativa e promuovere il crowdfunding attraverso il quale chiunque potrà fare delle donazioni.
Gli incontri e il racconto del viaggio attraverso i social network e i media serviranno a far conoscere questa storia a quante più persone possibile.
L’ideatore del viaggio, che lo ha compiuto per intero da Pinerolo a Tassa Ouirgane (3.440 km), è Diego Cossotto, socio di CIP, non vedente; ha pedalato sul sellino posteriore di un tandem, mentre sul sellino anteriore si sono alternati, a staffetta,  sei altri membri di CIP che si sono dati il cambio per tratti più brevi.
Molti altri si sono uniti a loro per una tappa o per più giorni; una CIPPINA (Ester Fraschia) ha fatto tutto il percorso in bici, insieme al tandem di Diego.

I costi durante il cicloviaggio (vitto, alloggio, trasferimenti per chi percorre tratti parziali …) sono stati interamente finanziati grazie all’autofinanziamento dei partecipanti e di CIP, al volontariato e agli sponsor commerciali.
Tutto quello che è stato raccolto come offerte e donazioni prima e durante il viaggio sarà invece impiegato nel progetto di ricostruzione del rifugio.
Anche questa seconda parte del progetto CIP che unisce le Alpi all’Atlante diventerà un docufilm, grazie al lavoro corale di ripresa di tutti i partecipanti al cicloviaggio e al successivo montaggio cinematografico.

Il cicloviaggio è stato anche uno strumento di riflessione e comunicazione sul valore dello sport per tutti come pratica di benessere, miglioramento della qualità della vita e superamento dei propri limiti e del viaggio come strumento di conoscenza, incontro e desiderio di annullare barriere e confini”.

PedaliAMO per GAZA

Premessa
Vedendo quanto sta avvenendo in Palestina, siamo inorriditi dalla ferocia con la quale lo Stato di Israele sta commettendo atti criminali, trasgredendo ad ogni elementare regola di Diritto Internazionale e ad ogni principio di umanità.
Sono ormai più di 60.000 i civili palestinesi uccisi, quasi 20.000 i bambini, più di 200 i giornalisti; Israele sta volontariamente causando la morte di fame di decine di bambini e anziani ogni giorno, impedendo addirittura l’accesso agli aiuti umanitari; e da decine di anni in Israele vige un regime di apartheid nei confronti dei Palestinesi. Di fronte a tutto ciò non possiamo rimanere silenti; e non possiamo non condannare anche chi, come il nostro Governo, mantiene una fredda posizione di critica ma rifiuta di considerare la possibilità di mettere in atto sanzioni, di sospendere l’alleanza e la fornitura di armi ad Israele e attuare il riconoscimento dello Stato di Palestina.
Il 14 ottobre il nostro Paese ospiterà ad Udine, per una partita di calcio, la nazionale israeliana; sotto la stessa bandiera sventolata dai carri armati e con una divisa che rappresenta lo stato Israeliano si vorrebbe disputare un incontro di calcio, trasfigurando il significato pacifico che lo sport deve avere in ogni manifestazione. La Russia è esclusa dalle manifestazioni sportive per l’invasione dell’Ucraina, così come lo era il Sudafrica ai tempi dell’apartheid: perchè a Israele non viene applicata la benchè minima sanzione, anche in campo sportivo?
Non pensiamo che valga il ragionamento per cui “tutta la colpa è del premier Netanyahu e dei membri del governo”: riteniamo che tutti coloro che si identificano nello Stato di Israele siano complici dello sterminio in atto. I tecnici che guidano da un computer i droni che bombardano scuole, ospedali, case e accampamenti; i militari che sparano missili dai carri armati, anche su operazioni di soccorso e ambulanze o mitragliano bambini e ragazzi affamati in cerca di un sacco di farina o una ciotola di zuppa; i coloni che abbattono interi villaggi, occupano i terreni dei contadini palestinesi, li minacciano e talvolta uccidono brutalmente: tutti costoro agiscono in nome dello Stato di Israele, compiono i loro atti criminali sotto la protezione dello Stato di Israele e sventolando la stessa bandiera che viene innalzata alle competizioni sportive.

L’iniziativa “pedaliAMO per GAZA”
Per tutti i motivi esposti in premessa organizziamo un cicloviaggio pacifico, attraversando l’Italia dalle vallate alpine del nord ovest ad arrivare allo stadio di Udine, prossimo al limite nord orientale; a Udine ci uniremo il 14 ottobre alle migliaia di persone, Enti e Associazioni che chiedono di non disputare la partita di calcio con la nazionale israeliana.
Per percorrere i 600 km circa del tragitto, impiegheremo una settimana; il percorso dovrebbe toccare le seguenti tappe:

– Mercoledì 8 ottobre
(Torre Pellice ore 8,30) Pinerolo ore 10 – Chivasso; (20+) 70km (da Chivasso possibilità di ritorno in treno a Pinerolo per chi fa solo la prima tappa)

– Giovedì 9 Chivasso Pavia 119km
– Venerdì 10 Pavia Cremona 87km
– Sabato 11 Cremona Verona 106km
– Domenica 12 Verona Padova 103km
– Lunedì 13 Padova Treviso Pordenone 104km
– Martedì 14 Pordenone Udine 56km

Lungo tutto il tragitto potrà aggiungersi alla carovana, per un tratto giornaliero o di più giorni, chiunque si riconosca e condivida le motivazioni esposte nel presente documento.

L’iniziativa “PedaliAMO per GAZA” aderisce all’Appello alla mobilitazione per il 14 ottobre 2025 a Udine in vista della partita FIFA Italia – Israele di BDS