Cine
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Il cinema è per noi molto più di uno strumento espressivo: è un modo per raccontare l’inclusione da dentro, con gli occhi di chi la vive ogni giorno. Ogni nostro cortometraggio nasce da un’esperienza reale — un viaggio, un progetto, un incontro — e coinvolge direttamente le persone con disabilità come protagonisti, non solo come soggetto del racconto.

Dal 2017, quando tutto è cominciato tra i banchi dell’Istituto Agrario Prever di Osasco, abbiamo continuato a produrre film che uniscono narrazione e impegno sociale, portandoli ogni anno all’Handifilm Festival di Rabat, in Marocco, e costruendo negli anni legami solidi con realtà internazionali che condividono i nostri stessi valori.

Qui sotto trovi i cortometraggi che abbiamo realizzato: ciascuno racconta una storia diversa, ma tutti condividono la stessa idea — che raccontare l’inclusione sia già un modo per praticarla.

Le nostre produzioni

Siamo rovinati
(un’esperienza di Montagnaterapia)

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Il film sul progetto realizzato dal CAI di Torre Pellice con il CISS (Consorzio Intercomunale Servizi Sociali) del Pinerolese; il racconto di una escursione e soggiorno al rifugio Jervis, in Val Pellice,  con gli ospiti e gli educatori dei Servizi di Torre Pellice, Pinerolo e Vigone.

Le cinque giornate di Rabat
(con all’interno il film “Spaghetti al cocco”)

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Il racconto dei 5 giorni di soggiorno in Marocco del gruppo dei protagonisti del film “Spaghetti al cocco”, per la partecipazione al festival Handifilm di Rabat.
“Spaghetti al cocco” 
Un giovane, mentre legge sul giornale le notizie dei migranti morti in mare e della scarsa disponibilità all’accoglienza, riceve una richiesta di aiuto e ospitalità.
Lui e il suo gruppo di amici si riuniscono vicino a un ponte crollato e decidono di organizzarsi per accogliere i graditi ospiti … ma occorre “costruire il ponte” (procurarsi e saper guidare un pulmino per andarli a prendere, avere del denaro, fare la spesa, organizzare una festa di “benvenuti” …).
Accoglienza vuol dire costruire dei ponti e non dei muri.
Tutti i protagonisti (16 italiani, ospiti di 4 Centri Diurni del Pinerolese e 6 marocchini del Centro per Persone con Trisomia AMSAT di Rabat) sono in situazione di disabilità.

RESTO

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Un nome può avere diversi significati: in questo caso R.E.S.T.O. è un acronimo (Résilient Eco-camp Solidaire Toubkal Ouirgane), ci parla di un luogo di resilienza e solidarietà.
In italiano, però, “resto” è una voce del verbo “restare”, che significa la scelta di non abbandonare il proprio villaggio e la propria terra, non lasciare le montagne per trasferirsi nella più comoda città, scommettere sull’avvenire delle “terre alte” dove la vita è più semplice, autentica, libera.
Come hanno fatto Fatima, Ahmed e Said, anche dopo che la furia del terremoto aveva distrutto la loro casa e il loro futuro.
“RESTO” racconta un anno del progetto di CIP, iniziato con la ricostruzione di un rifugio distrutto dal sisma del settembre 2023 e concluso a ottobre ’24 con tre viaggi solidali e inclusivi con base al “nostro” rifugio R.E.S.T.O. (Résilient Eco-camp Solidaire Toubkal Ouirgane) e trekking tra le valli dell’Alto Atlante, il Parco e la vetta del monte Toubkal (4.167m).
In mezzo c’è la solidarietà espressa da tante persone, dalle Alpi all’Atlante, la condivisione di esperienze e il confronto tra culture e fragilità diverse, giocato sul tema dell’amicizia e della fratellanza.

Supereroi

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Un weekend in montagna diventa l’occasione di incontro, relazione e confronto tra un uomo non vedente e un gruppo di giovani con disabilità. Per noi “supereroi” …”è molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”

Una flottilla di bici

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La storia del cicloviaggio da Torre Pellice a Udine per la manifestazione in solidarietà con il popolo Palestinese, in occasione dell’incontro di calcio Italia – Israele, ottobre 2024